Fotografia
e arti visive

La ricerca continua

La ricerca di Pazza Idea è sempre orientata verso la scoperta delle differenti espressioni artistiche e l’area di interesse delle Arti Visive è più ampia di quanto si possa immaginare. 

Partendo dalla fotografia come metafora dell’arte contemporanea, come strumento fondamentale per l’interpretazione della contemporaneità, passando per ulteriori sfumature e declinazioni delle arti visive, si scoprono eccezionali occasioni di intreccio con la letteratura, il cinema e la medialità in genere, con particolare attenzione alla nuova frontiera digitale.

La fotografia rappresenta una vera e propria svolta epocale, una rivoluzione assoluta: la macchina fotografica diventa lo strumento imprescindibile per documentare, raccontare e rappresentare luoghi, persone, eventi ed emozioni. Da lì partiamo per avventurarci nel fantastico mondo della narrazione a 360 gradi… Alcuni tra i più e le più autorevoli rappresentanti di quest’arte hanno abitato gli spazi del nostro festival: venendo a farci visita, con una loro mostra, con le loro suggestioni, con la loro presenza anche in digitale. Avere con noi la regina indiscussa della fotografia, Letizia Battaglia, è stato come assistere a un sogno che si realizzava: sale inondate da una luce speciale, dialogo spontaneo col pubblico, presentazione della sua superlativa mostra e un ricordo indelebile ancora sulla pelle.

Un’altra mostra che ha lasciato il segno è stata quella di Tina Modotti, che diceva di sé “Mi considero una fotografa, e niente altro”; ebbene, per noi è artista a tutti gli effetti. Numerose le mostre fotografiche o di altre arti visive che hanno ravvivato i nostri spazi interiori ed esteriori: fotografie, illustrazioni, quadri, tele, litografie e molto altro. 

Conosciuto internazionalmente come la forza creativa dietro i più famosi giornali e marchi del mondo, creatore di immagini corporate e campagne pubblicitarie attraverso gli anni, Oliviero Toscani ha dato una lezione di utilizzo e canalizzazione della creatività, attraverso la fotografia, senza precedenti. E la delicatezza di esposizione di Guido Harari, che ha lasciato tutti senza parole con le sue foto senza tempo che immortalano i grandi protagonisti della scena musicale – e non solo – mondiale. Ancora, Fabio Lovino, la cui arte fissa il momento ma allo stesso tempo segue e si adatta alle trasformazioni del costume, della cultura e delle persone, con occhio sempre attento ai cosiddetti “loser”. Infine, il maestro Ferdinando Scianna, il cui sguardo si muove, con naturalezza, dall’alta moda alle copertine dei libri, dalla dimensione locale a quella universale.

Universale e allo stesso tempo unico è anche il volto umano, come ricorda il graphic designer Riccardo Falcinelli. La sua “facciologia” è un excursus sul concetto e sulla rappresentazione del “viso” nella storia e nelle arti, elemento  capace di generare visioni e percezioni del mondo in ogni epoca e luogo.

Artisti multisfaccettati che non amano le categorie sono stati tra noi, come Adrian Paci, artista albanese, intellettuale rigoroso e sensibile, in grado di manipolare mezzi espressivi diversi (pittura, scultura, fotografia, videoinstallazioni).

Approdiamo così alla digital Art con curiosità: nuovi strumenti per nuove espressioni artistiche. Il termine arte “digitale” caratterizza un’opera o una pratica artistica che utilizza la tecnologia nel processo creativo o nella sua presentazione in termini di esposizione. Ci stiamo quindi riferendo al design grafico, alla net art, alla fotografia digitale, film, video & animazione, alla realtà aumentata e altre categorie che si avvalgono di strumenti multimediali. Molti rappresentanti di quest’arte hanno gravitato intorno al festival. Uno tra tutti, Riccardo Falcinelli e la sua “facciologia”, capace di spiegare l’evoluzione del volto umano, nel tempo e nelle arti. Molto interessante, inoltre, l’incontro con Federico Clapis, che durante la sua vita di artista attraversa varie fasi, accrescendo sempre di più la sua capacità creativa e comunicativa.

Un passaggio nel digitale che ci catapulta ancora una volta alla tradizionale arte della pittura con i quadri di Graziano Origa. Grande personalità e professionalità quelle di Igort, grande fumettista e sceneggiatore, più volte nostro gradito ospite. In un file rouge di fumetti, si passa da “La cicatrice” di Andrea Ferraris e Renato Chiocca ai fumetti di “Violeta. Corazón maldito” di Virginia Tonfoni e Alessio Spataro. E tantissimi gli illustratori e le illustratrici che hanno presentato la loro arte al nostro pubblico, tra cui Fabio Magnasciutti con la sua timida irriverenza, tra un laboratorio e una mostra di bellissime illustrazioni; e ancora Sonno, con un originale live painting durante un reading poetico musicale; e molte e molti altri.

Ma la passione per la street Art o arte urbana resta viva e degnamente rappresentata da alcuni nostri ospiti, da Manu Invisible, che durante il festival ha prodotto una sua opera in diretta ed è stata davvero un’esperienza unica, al progetto CHEAP, che con i manifesti e la carta, rivendica e occupa i paesaggi urbani in ottica situazionista, transfemminista, collettivista.