Psicologo, psicoterapeuta e presidente della Fondazione Minotauro, Matteo Lancini guida il pubblico del festival in una riflessione profonda e non convenzionale sui paesaggi emotivi, relazionali e digitali dei giovani d’oggi. Il “pianeta adolescenza” oggi richiede nuove mappe per esplorare rotte diverse da quelle conosciute, ma soprattutto una nuova e diversa “postura” degli adulti, spesso disorientati dai nuovi codici sentimentali dei ragazzi, come il passaggio dalla relazione classica alla «frequentazione», fino al ruolo del digitale, dove il controllo delle password o la geolocalizzazione reciproca ridefiniscono la fiducia e i confini della presenza. L’autore mostra come la paura di dipendere dall’altro e la difficoltà del corteggiamento non siano segnali di cinismo o disinteresse, ma la risposta a un contesto sociale iper-competitivo e fragile. Una vera e propria geografia affettiva ed educativa che è soprattutto un invito a genitori, insegnanti ed educatori a disarmare la tendenza al controllo e all’aspettativa ideale per costruire, invece, spazi d’ascolto, di riconoscimento reciproco e di reale accoglienza. Ridisegnare le mappe della crescita significa accettare che la libertà dei figli richieda la responsabilità emotiva e la presenza adulta.
