Tomaso Montanari – storico dell’arte, rettore dell’Università per Stranieri di Siena e voce del dibattito pubblico e televisivo italiano – ci guida in una spietata e lucida ricognizione cartografica del nostro presente politico e civile. Partendo dal suo ultimo e provocatorio saggio, La continuità del male. Perché la destra italiana è ancora fascista (Feltrinelli, 2026), Montanari smonta la narrazione edulcorata della nostra democrazia. Attraverso un’analisi che unisce il rigore dello studioso alla passione civile del polemista televisivo, l’intellettuale mostra come i vecchi fantasmi autoritari non siano mai del tutto svaniti, ma abbiano semplicemente cambiato abito, infiltrandosi nelle pieghe delle istituzioni, normalizzando il razzismo di Stato, la repressione del dissenso e la mortificazione dei diritti sociali.
La vera geografia umana del Paese appare così divisa: da un lato una cittadinanza anestetizzata dalla propaganda e dalle disuguaglianze; dall’altro la richiesta urgente di riprendere in mano la Costituzione come unica vera mappa di liberazione. Un incontro-denuncia che è anche un appello accorato alla resistenza civile, alla memoria antifascista e alla costruzione di spazi di vera giustizia.
