Possono i grandi classici della letteratura del Novecento offrirci la chiave di lettura per comprendere l’epoca degli algoritmi e della trasformazione digitale? Come l’armatura del Cavaliere inesistente, l’Intelligenza Artificiale risiede in uno spazio impalpabile, eppure ridisegna ogni giorno il peso e le forme del nostro mondo reale. Sideri, editorialista, professore aggiunto all’Università e scrittore, esplora il paradosso fondativo del nostro presente: la pervasività dell’invisibile. L’intelligenza artificiale, i codici e i flussi di dati non hanno un corpo tangibile, eppure determinano le nostre decisioni, trasformano il mondo del lavoro, influenzano il dibattito politico e modellano la percezione stessa della realtà. In un dialogo ideale e serrato con la lezione calviniana, l’incontro diventa un’occasione per interrogarsi su quali strumenti umanistici e critici ci occorrano per orientarci in una quotidianità sempre più immateriale. La letteratura si rivela così non come un rifugio nostalgico, ma come la bussola più affilata che abbiamo per fare i conti con l’impalpabile che ci circonda e per rimanere umani dentro l’armatura del futuro.
