Dopo il Premio Strega per Spatriati, una storia di partenze ed emigrazioni, Mario Desiati torna con un grande romanzo che indaga il rapporto tra l’individuo e le sue radici, il trauma e la vergogna, interrogando con coraggio il rimosso collettivo del nostro Paese. Dai boschi di Taranto al gelo dei campi di prigionia tedeschi, il viaggio questa volta è soprattutto interiore e allo stesso tempo pone nel lettore domande universali alle quali non si può sfuggire. Una grande voce della narrativa italiana contemporanea, un incontro attesissimo dal nostro pubblico che ama la letteratura e chi, come Mario Desiati, interpreta l’attualità attraverso i libri, senza risparmiarsi. Un grande sforzo creativo che solo grandi scrittori e grandi scrittrici sanno produrre.

