La nostra esperienza da tirocinanti presso Pazza Idea

Partecipare al Festival Pazza Idea come tirocinanti di Scienze della Comunicazione e di Beni culturali e spettacolo è stato molto più di un semplice tirocinio curricolare: è stata un’esperienza formativa intensa, coinvolgente e stimolante.

Entrare a far parte del social media team ha significato osservare il festival da una prospettiva privilegiata, quella del dietro le quinte, comprendendo la complessità organizzativa e comunicativa che sostiene un evento culturale di questa portata.

Seguire la programmazione, gestire i contenuti in tempo reale, raccontare gli appuntamenti e catturare i momenti più significativi ha permesso di sperimentare concretamente come si costruisce la comunicazione di un festival. Non solo pubblicazione sui social, ma anche sperimentazione creativa, editing video, coordinamento del lavoro e adattamento costante agli imprevisti, sempre con il supporto e la supervisione delle collaboratrici più esperte.

Un elemento centrale dell’esperienza è stato il lavoro di squadra.

Confrontarsi quotidianamente, dividersi i compiti tra foto, video, reels e interviste, aiutarsi nei momenti più intensi ha migliorato la qualità del lavoro e rafforzato la sicurezza nelle proprie capacità. Il team non è stato solo uno strumento operativo, ma una vera dimensione di crescita personale e professionale, capace di rendere ogni tirocinante parte attiva del progetto.

Tra i momenti più significativi del festival, un forte impatto lo hanno avuto le performance dedicate a Pier Paolo Pasolini, la “mattinata poetica” della domenica. Le letture in piazza, il coinvolgimento diretto dei cittadini, le voci degli attori, la musica e, successivamente, il teatro che ha unito parole e live painting, hanno creato un’esperienza artistica intensa e partecipata. Raccontare sui social questa fusione di linguaggi, poesia, musica, recitazione, illustrazione , ha reso evidente come concetti come multimedialità e crossmedialità possano diventare una pratica concreta.

Altrettanto toccanti sono stati gli omaggi a figure come Sergio Atzeni, Giorgio Todde e Pier Vittorio Tondelli, dove la combinazione tra lettura e accompagnamento musicale ha reso l’esperienza emotivamente potente. Accanto ai dialoghi e ai panel, il festival ha offerto anche numerosi workshop, che hanno permesso un coinvolgimento attivo del pubblico e dei tirocinanti, rendendo l’esperienza ancora più completa.

Fondamentale è stato anche il ruolo dei volontari e di tutte le persone che hanno lavorato dietro le quinte, contribuendo a creare un ambiente accogliente e ben organizzato, capace di far sentire chiunque parte di un progetto culturale condiviso.

In conclusione, Pazza Idea si è rivelato un percorso formativo a tutto tondo: un’occasione per crescere professionalmente nel campo della comunicazione, ma anche per comprendere quanto la dimensione relazionale, l’ascolto e la collaborazione siano centrali in questo ambito. È stata un’esperienza fatta di osservazione, confronto, creatività e libertà, che ha lasciato insegnamenti concreti e che rappresenta un punto di riferimento importante per il nostro futuro.

 

Melania Ladu, Valeria Ortu, Laura Frau e Angela Oggiano