Sonya Orfalian

Sonya Orfalian è nata in Libia da genitori armeni. Figlia della diaspora, dagli anni Settanta vive a Roma dove ha coltivato la ricerca attorno alle proprie radici culturali. È scrittrice e autrice di teatro. Studiosa di favolistica, tiene conferenze sulla tradizione della fiaba nella cultura armena e seminari sul tema del Genocidio degli Armeni, sul significato della diaspora e più in generale sulla cultura del suo popolo.

Ha pubblicato diversi volumi presso importanti editori nazionali e internazionali, tra i quali: La cucina d’Armenia. Viaggio nella cultura culinaria di un popolo, Ponte alle Grazie, 2009; A cavallo del vento. Fiabe d’Armenia, Argo Editrice, 2014 (seconda edizione aumentata, 2017); Paroles d’enfants Arméniens, 1915-1922, Gallimard, 2021 – quest’ultimo tradotto in lingua rumena (Mărturii ale copiilor armeni 1915-1922, Polirom, 2022) e in italiano col titolo Alfabeto dei piccoli armeni, Sellerio Editore, 2023.

E’ autrice de L’Eclisse, melologo scritto in occasione del centenario del Genocidio del popolo armeno (voce recitante, Maria Paiato, Rai-Radio 3, 2015). Sono stati in seguito rappresentati altri suoi testi teatrali: La cucina armena (2015), Né come in sogno, né come in veglia (2016); Nino! Nino! (2017), ispirato alla vicenda umana e politica di Antonio Gramsci.  

In occasione del 108° anniversario del Genocidio degli Armeni, ha presentato Ermenì ghiavùr, un monologo commissionato da Rai-Radio 3 e interpretato da Graziano Piazza.

Appuntamenti

Alfabeto dei piccoli armeni

In trentasei racconti, tanti quante le lettere dell’alfabeto armeno, le tramandate testimonianze e le storie di bambini e bambine che sono sopravvissuti al genocidio armeno per mano ottomana, tra il 1915 e il 1923.

«Negli anni della mia infanzia sentivo che c’era un segreto, nella mia famiglia. Qualcosa che non poteva essere detto.»

Era il segreto celato in ciascuna delle famiglie dei sopravvissuti al genocidio degli armeni, compiuto nei territori dell’Impero ottomano tra il 1915 e il 1922. Le storie dei piccoli scampati allo sterminio: ciò che avevano subito, ciò a cui avevano assistito, come erano sopravvissuti, chi furono gli aguzzini, chi li aiutò a salvarsi, quale capriccio del caso li sottrasse alla morte. Nelle case dei discendenti, a causa del logorio del tempo e della diaspora, echeggiava solo un’eco lontana di tali racconti. E queste voci di ultima testimonianza, «ricordi, frammenti, sussurri» di bimbi e ragazzini indifesi, l’autrice ha raccolto nel corso del tempo da famigliari e conoscenti per tratteggiare nel modo più autentico il disegno di una tragedia collettiva. Quello che più risalta è che si tratta di bambini in marcia, che guardano e subiscono indicibili sofferenze lungo un cammino interminabile, perché lo specifico di quel massacro fu che esso si compì soprattutto attraverso terribili «marce della morte» (lezione utile, come dicono gli storici, per i successivi sterminatori del Novecento). E sono i figli di ogni classe sociale e ogni mestiere: dai professionisti delle città, dagli intellettuali cosmopoliti, ai poveri contadini delle campagne d’Anatolia. Dalle loro flebili voci, emergono anche i caratteri: gli audaci, gli avviliti, i vinti, gli speranzosi.

Anno di pubblicazione: 2023
Editore: Sellerio Editore Palermo